LA PIU’ CHIARA PROVA AD OGGI DELLE PERDITE DI GHIACCIO POLARI

Dopo due decenni di osservazioni da satellite, un gruppo internazionale di esperti messo insieme da ESA e dalla NASA ha prodotto la più accurata valutazione ad oggi delle riduzioni di ghiaccio in Antartide e in Groenlandia. Tale studio riporta che il tasso combinato dello strato di ghiaccio che si sta sciogliendo è in aumento.

Fonte: European Space Agency.

ENERGIA DALLE ONDE DEL MARE

Dopo aver fatto una fortuna con il petrolio, Alan Burns si è messo a lavorare per estrarre energia dal flusso e riflusso delle onde del mare. La tecnologia è stata sviluppata ed è già in uso in alcune zone degli Stati Uniti.

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ENERGIA DALL’ASFALTO

I ricercatori del Worcester Polytechnic Institute (WPI) del Massachussets hanno recentemente annunciato lo sviluppo di un progetto rivoluzionario: produrre energia sfruttando la capacità di assorbimento termico dell’asfalto.

Oltre alle innumerevoli applicazioni possibili di una tale tecnologia, che trasformerebbe strade, autostrade, parcheggi in fonti di acqua calda ed energia elettrica, i ricercatori del WPI sottolineano come le proprietà stesse dell’asfalto in termini di assorbimento, conservazione e produzione di calore causato dall’attrito, lo pongano come materiale ideale come collettore solare.

Di più: il vantaggio, oltre che energetico, sarebbe anche sociale (estraendone calore, le strade sarebbero meno soffocanti per l’uomo) ed estetico/paesaggistico (“invisibili” generatori nei parcheggi al posto dei pannelli fotovoltaici, più impattanti esteticamente).

I risultati della ricerca sono stati presentati e dibattuti al convegno della International Society for Asphalt Pavements.

LE MUCCHE E IL METANO

Da tempo i cowboys americani si sono arresi alla forza della tecnologia. In molte fattorie, dal Texas alla Florida (dove ci sono piu’ mucche da latte che in tutta la Svizzera!!!), le mucche vengono usate anche come produttori di metano. Infatti una mucca produce fino a 230 piedi cubi di metano AL GIORNO, il che equivale a circa 16 Kilowatts al giorno. Trattare i rifiuti non e’ solo doveroso verso l’ambiente e verso i nostri vicini, ma e’ anche fonte di guadagno, e piccoli e grandi allevatori (sopratutto di latte,) dovrebbero copiare queste nuove tecniche per aumentare i propri guadagni e per aiutare l’ambiente. (Dati Popular Science)

PURIFICARE CON LA RUGGINE

Questo articolo e’ stato ripreso da notizie poste su internet e da un articolo apparso sulla rivista  Science (vol. 314, p. 964).

Bastano una calamita e un po’ di ruggine ridotta alle dimensioni nanoscopiche per produrre un dispositivo capace di purificare l’acqua contaminata da arsenico. Una speranza per i paesi più poveri  Una nuova ricetta a base di nanoruggine potrebbe fornire alle nazioni povere un dispositivo semplice ed economico per purificare l’acqua potabile contaminata con arsenico.   La contaminazione da arsenico è legata all’insorgere del cancro alla vescica, che rappresenta un problema grave in molte zone, specialmente nel Bangladesh e nel vicino stato indiano del Bengala occidentale.   I chimici sanno che l’arsenico si lega bene con gli ossidi di ferro, tra cui la ruggine, ma le tecniche per realizzare queste reazioni erano finora lente e complicate.   Vicki Colvin e colleghi della Rice University a Houston in Texas hanno capito che l’efficenza del processo potrebbe essere migliorata riducendo la dimensione delle particelle di ossido di ferro. Infatti una data quantità di ossido fatta di particelle più piccole possiede una superficie maggiore disponibile per il legame della stessa quantità fatta di particelle più grandi.   “Un chilogrammo di nanoruggine ha la stessa superficie di un campo di calcio,” dice Calvin. “Quindi si può trattare una quantità di arsenico molto superiore con meno materiale.”   I ricercatori hanno aggiunto ossido di ferro di dimensioni nanoscopiche ad acqua contaminata; l’ossido si è legato con l’arsenico. Poi hanno magnetizzato le nanoparticelle con un elettromagnete e infine hanno estratto il tutto. “Il campo magnetico necessario è di intensità estremamente bassa,” dice Calvin. “Addirittura possiamo estrarre il composto usando una semplice calamita, e questo rende il metodo molto pratico”.   Gli scienziati pensano che sia necessario una campo magnetico di bassa intensità perché le nanoparticelle magnetizzate si allineano e formano tutte insieme un grande magnete e vengono attirate al suo interno.   Attualmente, gli alti costi per produrre nanoparticelle implicano che il metodo è ancora troppo caro per essere usato su vasta scala. Tuttavia, in linea di principio, le nanoparticelle sono facili da produrre: il gruppo di Calvin le ha prodotte sciogliendo pezzi di ruggine in un acido oleico riscaldato, una sostanza che si trova nel normale olio di oliva.   “Le temperature necessarie al processo sono raggiungibili in una padella,” afferma Calvin. “Così stiamo ora cercando di sviluppare un metodo di produzione usando ingredienti e attrezzature disponibili nelle nazioni povere”.

FITODEPURAZIONE: AIUTARE LE PICCOLE COMUNITA’ E SVILUPPARE L’ECONOMIA

I processi di depurazione naturale delle acque sono realizzati da un insieme di reazioni chimico-fisiche e biologiche svolte dai microrganismi e dalla vegetazione nei confronti degli inquinanti presenti nelle acque (scarichi antropici, fiumi, canali, …): questi processi sono riassunti con il termine di FITODEPURAZIONE.  Gli impianti di fitodepurazione possono essere progettati per depurare il refluo in uscita da una piccola unità abitativa, ma sono adatti anche in caso di ristrutturazioni di edifici storico rurali come i rustici di campagna, di gruppi di abitazioni isolate o di piccoli borghi collinari mal serviti o per nulla dalla rete fognaria.  La recente normativa (sia del 1999 che più recente del 2006), sia comunitaria che nazionale italiana, ha ribadito l’importanza dell’utilizzo di tecnologie ecocompatibili, arrivando ad auspicare, per il trattamento dei reflui in uscita da piccoli insediamenti abitativi (parliamo quindi di un numero di abitanti equivalenti inferiore a 2000), il ricorso a tecniche di depurazione a basso impatto ambientale, quali la fitodepurazione e il lagunaggio.  L’applicazione della fitodepurazione per il trattamento dei reflui civili ha le seguenti caratteristiche generali: – semplicità di realizzazione – bassa tecnologia impiantistica – bassa/nulla richiesta energetica di funzionamento – limitata ed economica attività di gestione e manutenzione nel corso dell’anno – assenza di odori nocivi e di insetti molesti – limitato impatto ambientale e visivo delle vasche vegetate – funzionalità durante tutto l’anno – funzionalità anche in ambiente collinare e montano – possibilità di fruizione pubblica delle aree limitrofe alle vasche di depurazione – possibilità di recuperare le acque di scarico per il riuso in irrigazione – sopporta carichi idraulici discontinui e nutrienti differenti  La fitodepurazione quindi è un sistema perfettamente integrato ed ecocompatibile per lo smaltimento dei reflui civili. Rappresenta la soluzione ottimale in tutte quelle situazioni in cui un normale allacciamento alla rete fognaria è difficoltoso o impossibile. Quando adeguatamente progettato e dimensionato funziona senza interruzioni e senza problemi di sorta estate e inverno. In molti casi non necessita di costi aggiuntivi per il funzionamento. Non solo questa e’ la soluzione piu’ giusta per compiere una scelta naturale che rispetta l’uomo e lambent, ma un importante passo avanti nello sviluppo economico nazionale di questo settore, in cui l‘Italia paramecia, non solo in Europa, ma nel mondo.

Fonte: dalla Rete